Colloqui Altiero Spinelli - Incontro con il Prof. Giovanni Colombo

Nota a cura di Massimo Dafano

Sabato sette marzo il Corriere della Sera pubblicava i dati emersi dallo European Innovation Scoreboard 2008, un documento stilato dal Maastricht Economic and Social Research and Training Centre on Innovation and Technology (UNU-Merit), frutto di un`elaborazione di numerose indagini condotte nelle varie nazioni (anche dal nostro Consiglio Nazionale delle Ricerche). Il giornale ha dedicato un’intera pagina a commentare gli sconfortanti risultati sull’Italia, che conferma la sua arretratezza tecnologica, la forte debolezza nelle risorse umane, negli investimenti delle aziende e nei collegamenti tra ricerca e attività imprenditoriale.

Eppure gli scenari economici globali attuali e prevedibili impongono ai Paesi di più antica industrializzazione, caratterizzati da un alto costo del lavoro, di vincere la sfida dell’innovazione, nella quale i Paesi emergenti appaiono ormai come protagonisti. Grandi multinazionali del software investono nei cosiddetti Bric (Brasile, Russia, India, Cina e di fatto molti altri), creando centri di ricerca (la Microsoft in Cina) e ampliando le dotazioni organiche nei Paesi emergenti (l’IBM in Russia e Brasile, ad esempio), benché l’incidenza degli stipendi sui costi finali in questi settori sia molto bassa. Inoltre Cina e Brasile investono copiosamente in un settore come l’aereonautica, un mercato tradizionalmente di competenza Usa e Ue.

Per incrementare i suoi livelli di crescita, basando la sua produzione su know-how e capacità di proporre modelli culturali e stili di vita che difficilmente possono essere imitati altrove, l’Europa ha necessità di “fare rete”, superando le logiche nazionali che hanno frenato la collaborazione proprio nei settori tecnologicamente avanzati.

Già nel 1972, ne L’avventura europea, proprio Altiero Spinelli sollecitava la creazione di una “agenzia esecutiva specializzata” con il compito di promuovere la ricerca tecnologica e l’innovazione mediante la “stipulazione di contratti per la ricerca e lo sviluppo, con ditte industriali”. Nelle stesse pagine Spinelli proponeva l’istituzione di una “Fondazione europea per la scienza, un’agenzia esecutiva relativamente indipendente, con un solido bilancio, costituito con fondi del bilancio della Comunità allargata e destinato a sostenere gli scopi specifici di programmi di ricerca transnazionali”. La decisione sulle priorità delle politiche di innovazione e sviluppo tecnologico sarebbe spettata al Consiglio dei Ministri, sentito il Parlamento Europeo, su proposta della Commissione Europea e in base al rapporto di un “Comitato Europeo per la Ricerca e lo Sviluppo” formato “da un trust di cervelli che raggruppi le migliori menti nel campo tecnologico e scientifico in Europa”.

Lo European Institute of Innovation and Technology (EIT), recentissimamente istituito, riunisce questi requisiti proposti da Spinelli, con l’obiettivo ambizioso di avviare tra i Paesi dell’Unione la collaborazione nel campo della formazione di alto livello e dell’innovazione tecnologica, superando le logiche nazionali nelle politiche di sviluppo.

Il regolamento istitutivo, pur riconoscendo che la responsabilità di una politica industriale competitiva spetta in primo luogo agli Stati membri, sottolinea che “la natura e l’ampiezza della sfida dell’innovazione nell’Unione europea richiedono anche un’azione a livello comunitario”. In occasione dell’inaugurazione della sede, il 15 settembre scorso, a Budapest, presente il presidente della Commissione, José Manuel Barroso, il commissario europeo all’istruzione, Jan Figel ha individuato nell’EIT la “risposta realmente europea alle sfide che l’Europa si trova ad affrontare, attraverso una struttura unitaria che va a intercettare un network di conoscenze finora trascurato”.

L’EIT ha il compito di costituire partenariati di eccellenza tra università, centri di ricerca, imprese e altri soggetti interessati, formando comunità autosufficienti riconosciute come comunità della conoscenza e dell’innovazione. Queste “Knowledge and Innovation Communites” (KIC), costituite da almeno tre organizzazioni partner, con sede in almeno due Stati membri diversi e comprendenti almeno un istituto di istruzione superiore e un’impresa, risulteranno beneficiarie di contributi comunitari, amministrati dell’EIT, per un ammontare, fino al 2012, di 300 milioni di euro.

Il Governing Board dell’EIT ha il compito di stilare la “Strategic Innovation Agenda” (SIA), valutare le proposte di KIC e supportare quelle selezionate. La SIA, formulata inizialmente dal Governing Board sulla base delle proprie priorità strategiche, viene sottoposta alla Commissione europea, che, introdotte le opportune modifiche, la invia per l’adozione al Consiglio e al Parlamento.

La composizione del Board, particolare importante, non rispecchia il principio della rappresentanza di un membro per ogni Stato dell’Unione, cui sono informate la maggior parte delle istituzioni comunitarie, essendo composto da 18 membri, scelti dalla Commissione su meri criteri meritocratici.

L’Italia vi è rappresentata dal prof. Giovanni Colombo. Sessantaquattrenne, docente presso il Politecnico di Torino, esperto di telecomunicazioni, già direttore capo del settore ricerca di Telecom Italia, Colombo è Membro del Advisory Group IST e dello Strategic Advisory Board sulla Competitività e l'Innovazione della Commissione Europea, che tra l’altro stabilisce le strategie in tema di Settimo programma quadro. Vanta anni di collaborazione con le istituzioni comunitarie nel campo della ricerca e dell’innovazione tecnologica.

Al prof. Colombo il compito di illustrare, durante il Colloquio Spinelli del 12 marzo, la sfida che l’EIT si appresta a lanciare - nel 2009 anno europeo dell'innovazione e della creatività -  ai più famosi centri di ricerca stranieri, come il MIT o gli Institutes of Technology dell’India.